Con il 1° gennaio 2024 nasce la Fondazione AVAD – Anziani Vallemaggia e Aiuto Domiciliare, frutto della fusione tra la precedente Associazione Valmaggese Casa Anziani, Invalidi Adulti e Aiuto Domiciliare — che gestiva l'attività sanitaria — e la Fondazione Vallemaggia, proprietaria dell'immobile. Un passo che unifica sotto un'unica entità giuridica la gestione e la proprietà della struttura, semplificando la governance e guardando con più solidità al futuro.
La Fondazione opera oggi presso la Residenza alle Betulle di Cevio, moderna struttura inaugurata nel maggio 2013, e guida uno dei più importanti interventi infrastrutturali dei prossimi anni: la sopraelevazione della Residenza per rispondere ai bisogni crescenti di una popolazione che invecchia.
L'ormai vetusta struttura di Cevio non rispondeva più né ai bisogni degli ospiti né alle norme di sicurezza vigenti. Nel 2005 viene scelto il progetto dello studio di architettura Lands di Lugano. Nel novembre 2008 inizia la demolizione del vecchio edificio.
Durante i cinque anni di costruzione l'attività viene mantenuta distribuendola in tre strutture temporanee: il Cottolengo di Gordevio, il Don Guanella di Maggia e gli spazi dell'Artigianato di Cevio per l'amministrazione e la fisioterapia. Contestualmente, l'AVAD edifica autonomamente due blocchi adiacenti all'istituto principale, che ospitano gli uffici del Servizio di assistenza e cura a domicilio, gli appartamenti delle Suore e due appartamenti protetti.
Nel maggio 2013 ospiti e personale entrano nella nuova Residenza alle Betulle. Un investimento complessivo di circa 22 milioni di franchi — il più importante in valle dopo la costruzione degli impianti idroelettrici.
Quando diventa chiaro che l'EOC si sarebbe ritirato dalla gestione dell'Istituto di Cevio, l'AVAD assume la conduzione dell'intera struttura. Il 1° gennaio 2003 l'istituto esce dall'Ente Ospedaliero Cantonale e passa interamente sotto la guida dell'AVAD, che si rinomina Associazione Valmaggese Casa Anziani, Invalidi Adulti e Aiuto Domiciliare.
Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della Sanità e della Socialità, alla perdita dei letti acuti si sostituisce una nuova offerta: 15 posti letto ad alto contenuto sanitario e 10 posti per invalidi adulti, dando vita all'attuale Centro Sociosanitario. La Fondazione Vallemaggia, costituita il 17 giugno 2003, assume il ruolo di committente per la costruzione del nuovo istituto.
Il 1° maggio 1986 nasce l'Associazione Valmaggese Aiuto Domiciliare — da cui la sigla AVAD — con lo scopo di offrire alla popolazione valmaggese un servizio di assistenza e cura a domicilio. Nel 1991, avendo assunto anche la gestione dei letti di casa anziani all'interno dell'Ospedale di Cevio e nella struttura di Someo, l'associazione viene rinominata Associazione Valmaggese Casa Anziani e Aiuto Domiciliare.
Fino al 31 dicembre 2002 l'AVAD gestisce 30 letti di Casa Anziani a Cevio e 14 a Someo, più un Servizio di assistenza e cura a domicilio in costante crescita. Nel 2000 il Cantone annuncia che l'ospedale valmaggese è destinato alla chiusura nell'ambito della riorganizzazione ospedaliera federale. I valmaggesi si oppongono con determinazione: le trattative portano a un risultato che soddisfa la valle — l'ospedale sarà convertito in Centro Sociosanitario.
Le radici affondano nel 1912, quando prende avvio il lungo e intricato iter procedurale per la costruzione di un ospedale in Vallemaggia. I lavori iniziano nel febbraio 1921 e si concludono rapidamente. Il 24 settembre 1922 l'Ospedale-Ricovero distrettuale di Vallemaggia viene inaugurato ufficialmente a Cevio, alla presenza di oltre un migliaio di persone. Un evento fortemente voluto e sostenuto finanziariamente dai valmaggesi, qui residenti o emigrati in terre lontane.
Il trasferimento dei pazienti dalla sede provvisoria si conclude verso metà marzo 1923. Da allora la struttura cresce senza sosta: nel 1933 viene installata la sala operatoria, nel 1938 si aggiunge un nuovo padiglione, nel 1950 l'edificio principale viene sopraelevato di un piano per ospitare la maternità. Durante gli anni dei grandi lavori idroelettrici (1950–1965) si assiste a un notevolissimo sviluppo delle attività sanitarie.
L'ultima importante ristrutturazione risale al 1979–1982. Nel 1983 la struttura viene ceduta all'Ente Ospedaliero Cantonale, diventando Ospedale di zona.
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